sabato 16 gennaio 2021

lunedì 23 novembre 2020

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giovedì 27 agosto 2020

Apparecchio ortodontico

L'apparecchio ortodontico è una protesi o dispositivo medico con il quale l'ortodontista (il medico specializzato in questo tipo di trattamenti) riesce ad allineare i denti, al fine di ottenere una masticazione corretta, una migliore igiene orale e una migliore estetica del sorriso.

Possono essere Fissi o Mobili.
Un specialista vi saprà studiare quello che più si adatta alle vostre esigenze.

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mercoledì 26 agosto 2020

calchi delle arcate dentarie

L’impronta dentale non è altro che un calco, una riproduzione fedele di una o entrambe le arcate dentali. Il modello ricavato può essere in gesso o digitale e verrà utilizzato per elaborare apparecchi ortodontici e protesi dentali.

PRIMA DI PROCEDERE:

Prima di tutto bisogna accertarsi che i tessuti gengivali siano perfettamente sani, altrimenti l’affidabilità dell’impronta sarà compromessa. È pertanto necessario eseguire alcuni esami ed indagini radiologiche prima di procedere con il calco dell’arcata.

Una volta accertato il buono stato di salute delle gengive l’odontoiatra potrà quindi procedere con la presa delle impronte.

COME SI ESEGUONO LE IMPRONTE DENTALI?

Il metodo classico (e tutt’ora il più affidabile) prevede l’utilizzo di un supporto a forma di arcata riempito di una speciale pasta morbida.

Le paste più comuni sono: l’alginato (la classica pasta rosa), pratico perché si indurisce velocemente; oppure materiali al silicone, più precisi ma più lenti e costosi.

Una volta posizionato nella bocca del paziente il composto prenderà la forma dei denti e delle gengive.

 

Il dentista prende il calco dell’arcata superiore

Dopo qualche minuto la pasta si indurirà; a questo punto si avrà l’esatto negativo dell’arcata dentale.

 

Il negativo di un impronta dentale

Per ottenere il modello positivo l’odontotecnico colerà nell’impronta del gesso o una speciale resina, dopodiché attenderà che si indurisca.

Al termine di questo processo il medico avrà finalmente a disposizione una riproduzione fedele dell’arcata su cui studiare la migliore soluzione per il paziente.

 

Il positivo di un impronta dentale

TECNICA DELLA DOPPIA IMPRONTA

Per i lavori protesici con elevata esigenza estetica il medico può optare per la doppia impronta.

Sopra la prima impronta, ormai indurita e separata da una pellicola, prenderà una seconda impronta, ottenuta da una pasta morbida. Questa soluzione garantisce la massima precisione possibile.

 

Tecnica della doppia impronta

CARATTERISTICHE DI UNA BUONA IMPRONTA

Come abbiamo detto, saper prendere una buona impronta è fondamentale per la buona uscita della protesi, la quale, se fatta in modo impreciso, col passare del tempo può danneggiare le gengive e causare complicazioni o malattie parodontali.

Rilevare un’impronta senza difetti è molto difficile; per questo motivo l’esperienza dell’operatore è fondamentale. Non solo, anche la qualità dei materiali utilizzati è determinante, pertanto bisogna sempre scegliere cliniche basandosi sulla loro reputazione e professionalità.

Spesso prezzi bassi e promozioni esagerate possono nascondere brutte sorprese in operazioni delicate e meno evidenti al paziente come queste.

Un’impronta corretta non deve avere bolle, striature o strappi e deve adattarsi perfettamente alla morfologia degli impianti delle protesi.

POSSIBILI DISAGI

Può capitare per alcuni pazienti (specialmente ai più ansiosi) di avvertire una sensazione di soffocamento causata dall’ingombro del supporto per l’impronta. Alcune persone sentono lo stimolo del vomito, specialmente quando essa viene presa sull’arcata superiore con un’eccessiva quantità di pasta. Anche il sapore della pasta può risultare poco gradevole.

Tuttavia non c’è da preoccuparsi; i dentisti sono ben preparati a gestire questi piccoli disagi!

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martedì 25 agosto 2020

Installazione di protesi fisse e mobili

Le protesi dentarie permettono di sostituire uno o più denti, o anche l’intera dentatura, con denti artificiali. In odontoiatria le protesi dentali hanno un triplice significato: funzionale, perché ripristinano la funzione masticatoria; estetico, in quanto ricostruiscono i normali contorni della bocca; fonetico, perché permettono la corretta formazione dei suoni dentali. In tempi più moderni si ricorre sempre meno alle protesi dentarie preferendo l’implantologia, nonostante i costi ben più elevati di questo intervento.

La protesi dentaria è sostitutiva o riparatrice se provvede alla sostituzione di denti mancanti; si dice di fissazione se, con fili o cementi, fissa denti mobili per processi patologici (piorrea, traumatismi) a denti vicini solidi. Quando tutti i denti sono sostituiti da una protesi questa è detta protesi totale (dentiera). La protesi dentaria parziale, invece, si ha per sostituzione di alcuni denti, residuando in parte la dentatura naturale. Le protesi si distinguono in fisse o mobili, dove le totali sono sempre protesi mobili.

La protesi può essere parziale, totale, fissa o mobile.

La protesi dentaria fissa è quella che non può essere rimossa senza intervento chirurgico, e tra le più comuni ci sono la corona artificiale, il dente a perno o la protesi a ponte.

La corona artificiale è costituita da un rivestimento metallico o di resina o di porcellana ad altissimo punto di fusione da applicarsi sulla corona parzialmente distrutta di un dente.

Il dente a perno è una corona artificiale fissata con un perno nel canale pulpare della radice dentaria e la sua applicazione è adatta soprattutto nei casi di frattura dei denti o di carie destruente.

La protesi dentale a ponte è un apparecchio costituito da denti artificiali supportati a denti naturali o a radici. Nella protesi dentaria a ponte ci sono gli ancoraggi e la travata: in si chiamano ancoraggi le parti laterali da fissare con cemento ossifosfatato ai denti o alle radici di appoggio; la travata è invece unita in maniera rigida agli ancoraggi e ripete la forma e la solidità dei denti mancanti in modo da sostituirne alla perfezione la funzione.

from: centromedicostendhal.it

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lunedì 24 agosto 2020

trattamento dei canali radicolari

Procedura di trattamento del canale radicolare

La procedura di trattamento del canale radicolare, anche conosciuta come il trattamento endodontic, è una procedura comune in odontoiatria moderna che è usata per eliminare il tessuto infiammato o infettato dall'interno di un dente.

Sotto il livello della dentina e dello smalto di denti, un tipo di tessuto molle citato come polpa è trovato dentro ogni dente. La polpa contiene i vasi sanguigni, i nervi ed il tessuto connettivo. Questa polpa è essenziale per la crescita e sviluppo di un dente, sebbene sia possibile che un dente a sviluppo completo esista senza perché può ottenere l'alimentazione dai tessuti circostanti.

Una procedura del principale canale comprende la rimozione di polpa che è infettata o infiammata. La camera ed il principale canale della polpa completamente sono ripuliti e riempiti per proteggere l'area da ulteriore danno.

Indicazioni per trattamento del canale radicolare

La procedura di trattamento del canale radicolare è una buona soluzione con molti vantaggi potenziali per i pazienti che hanno l'infiammazione o infezione significativa nella polpa di un dente. Senza trattamento, l'infezione può progredire per causare il dolore significativo o per causare la formazione di ascesso al di sotto del dente, che pregiudica la resistenza e la funzione del dente.

Il trattamento del canale radicolare può contribuire a mantenere la funzione dei denti in moda da potere continuare i pazienti a masticare efficacemente facendo uso di forza mordace normale. Egualmente contribuisce a mantenere l'aspetto estetico naturale del dente, contrariamente alle opzioni alternative, quali gli innesti dentari. Ulteriormente, il trattamento del canale radicolare può contribuire a proteggere altri denti nella bocca da eccessivo sforzo e da danno possibile, può accadere se soltanto un lato della bocca è usato.

Procedura graduale del principale canale

Il primo punto nel trattamento del canale radicolare sta procedendo ad un esame del dente in modo che il dentista capisca la natura del problema e può trattarlo efficacemente. Ciò comprende tipicamente un esame fisico dell'interno della bocca, oltre ad imaging a raggi X del dente per prevedere la camera della polpa.

Dopo, un anestetico locale è amministrato per intorpidire il dente e per aumentare la comodità del paziente durante la procedura. “Una diga dentaria„ - una piccola lamiera sottile protettiva - poi è stabilita sopra l'area commovente per isolare il dente e per tenere la saliva ed altre sostanze mentre i lavori sono ultimati.

Il dentista può poi perforare nella corona del dente per aprirlo. Ciò permette che gli strumenti dentari specializzati siano inseriti nella camera e nei principali canali della polpa per liberare la polpa infiammata o infettata dall'area. Lo spazio restante poi è pulito completamente ed è modellato per fare lo spazio per un materiale da otturazione, che sostituirà la polpa nel dente.

Il principale canale può poi essere riempito di materiale biocompatibile adatto, quale la guttaperca. Il cemento dentario adesivo egualmente è usato solitamente per assicurare che il principale canale sia sigillato correttamente e per impedire le infezioni future nell'area.

Una volta che il principale canale è stato riempito, un materiale da otturazione temporaneo è stabilito solitamente sopra l'apertura per sigillarlo. Finalmente, una corona è collocata solitamente sopra il dente per proteggerla nel lungo termine, ma c'è solitamente un periodo di attesa fra le nomine dentarie mentre la corona è costruita. Un materiale da otturazione temporaneo è utile durante questo tempo. Alla nomina dentaria successiva, il materiale da otturazione temporaneo può essere eliminato ed il dente essere riparato con una corona o l'altro ripristino.

Dolore durante la procedura

Le tecniche usate per eseguire un principale canale hanno progredito significativamente durante gli ultimi decenni. Di conseguenza, la maggior parte dei pazienti ora trovano che stanno relativamente bene mentre la procedura sta effettuanda e non avvertono il dolore significativo.

Ciò è nella grande parte dovuto l'anestesia locale usata durante la procedura per intorpidire l'area. Può, infatti, portare il sollievo al paziente, specialmente se l'infiammazione della polpa causasse il dolore significativo e determinata così l'esigenza di un trattamento del canale radicolare.

Riferimenti: http://www.aae.org/patients/treatments-and-procedures/root-canals/root-canals-explained.aspx / https://www.youtube.com/watch?v=jSG0Y6KOVTE / http://www.nhs.uk/Conditions/Root-canal-treatment/Pages/How-it-is-performed.aspx / https://www.slideshare.net/endodontics/root-canal-treatment-13370754 / https://www.animated-teeth.com/root_canal/t5_root_canal_treatment.htm

Further Reading: All Root Canal Content / Recovery After Root Canal Treatment / When is Root Canal Treatment Used?

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domenica 23 agosto 2020

Cos’è la devitalizzazione dei denti e a cosa serve

Molti pazienti arrivano in studio per curare una carie o per risolvere un dolore ai denti, magari causato da un trauma. E dopo la prima visita si arriva a una conclusione: bisogna procedere alla devitalizzazione del dente.

Questa pratica spesso consente di evitare una possibile estrazione, mantenendo il proprio dente ed evitando l’inserimento di un impianto. Infatti mantenere il dente proprio deve essere sempre la prima scelta. Gli impianti per quanto sono una valida alternativa nel sostituire un dente perso ancora non sono paragonabili al proprio dente.

Purtroppo spesso i pazienti non sono adeguatamente informati. Perché fare una devitalizzazione? Quando è necessaria? Ma, soprattutto, un dente devitalizzato fa male? Ecco tutti i dettagli.

Devitalizzare un dente vuol dire asportare la polpa del dente, vale a dire la parte viva in cui passano vasi e nervi. Questa soluzione viene presa in considerazione quando i denti sono gravemente danneggiati da un trauma o da una carie profonda che è giunta fino alla polpa.

In estrema sintesi, la devitalizzazione consiste in una terapia canalare che consente all’endodontista od all’odontoiatra di rimuovere la parte danneggiata, ripulire la parte corrotta, rimuovere i vasi e i nervi per poi riempire il tutto con un materiale capace di sigillare interamente il canale del dente.

In una prospettiva conservativa, la devitalizzazione del dente è una delle soluzioni migliori per salvare i denti da eventuali estrazioni.

Quando si deve devitalizzare un dente

Un dente deve essere sottoposto a terapia canalare quando la polpa, tessuto molle ricco di nervi e vasi sanguigni, si infiamma o si infetta causando forti dolori prolungati e un’elevata sensibilità dentale che rende difficile mangiare e bere anche cibi e bevande a temperatura ambiente.

Le cause dell’infezione e dell’infiammazione del dente possono essere diverse, le più comuni sono la carie non curata che raggiunge la polpa o traumi che portano alla rottura e alla scheggiatura del dente. In entrambi i casi è importante verificare la robustezza del tessuto parodontale per valutare se sia possibile procedere con la devitalizzazione oppure è necessaria l’estrazione del dente.

Come si devitalizza un dente: procedura

La maggior parte dei pazienti ha paura di sottoporsi a un intervento di devitalizzazione per il semplice motivo che non sa nello specifico di cosa si tratti. Conoscere la procedura con la quale il dente viene devitalizzato può essere molto utile per controllare l’ansia durante l’intervento e viverlo nel modo più sereno possibile.

Quindi, come avviene devitalizzazione di un dente e quanto tempo ci vuole? Qual è la procedura? Iniziamo con il dire che devitalizzare un dente non richiede molte sedute, anzi, gli studi attuali hanno dimostrato che bisogna sempre cercare di devitalizzare un dente in una sola seduta e solo in rari casi le devitalizzazioni si risolvono dopo appena un paio di visite ambulatoriali.

L’utilizzo del microscopio in endodonzia è assolutamente indispensabile nei casi complessi. Dopo aver verificato con esami radiografici la necessità di devitalizzare un dente, si procede seguendo diverse fasi.

Fasi della devitalizzazione

Dopo la preparazione con l’anestesia locale e il posizionamento della diga di gomma sul dente da trattare per isolare il campo operatorio si procede con l’intervento vero e proprio. La diga è un elemento in lattice che isola il dente mantenendolo libero dalla saliva e protegge i denti circostanti da eventuali scorie e frammenti nonchè dalla contaminazione che si può avere con il respiro del paziente. Senza diga di gomma oggi non è possibile devitalizzare correttamente un dente garantendo dei risultati stabili nel tempo.

Prima fase: foro

Questo è il primo passo per eseguire la devitalizzazione dei denti. Si crea un foro nella corona del dente detta anche apertura di camera per accedere alla camera pulpare. Se l’operatore è esperto e lavora con sistemi ingrandenti eseguirà un’apertura piccola evitando di indebolire troppo il dente.

Seconda fase: togliere la polpa

Si procede alla rimozione della polpa infiammata o infetta e si pulisce in profondità l’interno del canale radicolare per eliminare il tessuto ormai compromesso ed eventuali residui batterici. Questa fase è detta detersione.

Terza fase: chiusura

Si effettua l’otturazione del dente, cioè il canale radicolare viene riempito fino all’apice del dente con materiale biocompatibile per sigillare totalmente i canali e impedire così l’ingresso di batteri e residui.

Cosa sapere in più sulla devitalizzazione

L’otturazione provvisoria non può rimanere all’interno del cavo orale per più di una settimana altrimenti si rischia un infiltrazione batterica.

Se si è avuto un approccio conservativo utilizzando sistemi ingrandenti come il microscopio ed il dente non è molto compromesso non è indispensabile eseguire una corona sul dente ma si può semplicemente ricostruire in composito mediante una classica otturazione.

Se invece mancano delle pareti di contenimento del dente o se si è avuto un approccio non conservativo sarà necessario ritornare dal dentista che dovrà mettere una corona sul dente devitalizzato per proteggerlo e per fargli riprendere la sua normale funzione masticatoria.

Chi esegue la devitalizzazione di un dente

Per quanto semplice la devitalizzazione è un intervento delicato che deve essere eseguito da endodontisti, ossia odontoiatri specializzati nella diagnosi e nella cura di malattie a carico della polpa dentale.

Devitalizzazione di un dente e dolore: cosa sapere

Una delle domande tipiche di chi deve affrontare la cura canalare di un dente incisivo, premolare, molare è: farà male? In primo luogo bisogna capire che la devitalizzazione viene eseguita proprio per evitare dolore aggiuntivo. Infatti è un modo per risolvere un problema che potrebbe sfociare in situazioni complesse per il paziente. Però ci sembra giusto affrontare i dubbi più importanti che emergono, ogni giorno, nello studio dentistico.

Devitalizzare un dente fa male?

La devitalizzazione è una tecnica che si pratica con anestesia locale, quindi i fastidi che si possono avvertire sono minimi. Potrebbero esserci dei problemi solo nel caso in cui l’anestesia non sia eseguita nel migliore dei modi. Con una buona anestesia la cura canalare è indolore. Questo vale anche per i denti morti o neri che, essendo privi di vitalità, possono essere devitalizzati senza anestesia.

Dente appena devitalizzato fa male ?

Di sicuro non è previsto un dolore lancinante, o addirittura atroce, dopo la devitalizzazione. Ma qualche fastidio può esserci.

Solitamente si crede che un dente non possa fare male in seguito alla devitalizzazione, ma a certe condizioni anche un dente devitalizzato può far male, dipende dal fatto che un dente devitalizzato registra le pressioni allo stesso modo di un dente vitale, perché la devitalizzazione agisce sulla polpa dentale, non sui recettori di pressione che continuano a funzionare normalmente. Per questo se un dente devitalizzato subisce un trauma come quando si morde accidentalmente qualcosa di troppo duro, o presenta problemi parodontali, può certamente far male.

Nei giorni successivi ad una terapia canalare se c’era precedentemente un infezione sotto al dente si possono avere alcuni giorni di fastidio e risentimento che a seconda dei casi possono essere controllati con una terapia antibiotica.

Dolore lancinante dente devitalizzato

Non è di certo una situazione normale. Dopo l’operazione il dente può fare male ma in misura limitata, e con i medicinali giusti (prescritti dal dentista) si può risolvere ogni problema. Se si avverte un dolore molto forte è indispensabile rivolgersi di nuovo dal dentista.

Cosa succede dopo aver devitalizzato il dente

Per giorni successivi all’intervento può capitare che il dente sia sensibile e dolorante, ma questa sensazione passa in poco tempo e comunque può essere tenuta sotto controllo con l’assunzione di farmaci.

Quello che è importante è evitare di masticare e mordere con il dente devitalizzato, almeno fino a quando non si sarà proceduto all’otturazione o all’incapsulamento. Il dente non ricostruito infatti è molto più fragile e quindi soggetto a traumi e fratture.

In genere dopo l’intervento di devitalizzazione è bene seguire una buona igiene orale e sottoporsi a visite di controllo e sedute di igiene orali periodiche.

Dolore al dente devitalizzato: cosa prendere

Nel caso in cui il dolore post operatorio sia difficile da affrontare è utile contattare il dentista per avere indicazioni su possibili cause. Il dottore potrebbe anche prescrivere dei farmaci per alleviare il dolore naturale che potrebbe sussistere dopo l’intervento.

In ogni caso eventuali farmaci devono essere concordati con il dentista. Mai prendere iniziative personali o lasciarsi tentare da rimedi fai da te, casalinghi o improvvisati.

Ci sono casi in cui non è possibile devitalizzare un dente?

Come abbiamo detto la devitalizzazione di un dente si fa per evitarne l’estrazione, esistono però alcuni casi in cui non è possibile procedere con questo intervento ed è quindi obbligatorio togliere il dente.

Questi casi grazie all’utilizzo di nuovi materiali come l’MTA per chiudere eventuali perforazioni e l’utilizzo del Microscopio per rimuovere strumenti fratturati o superare canali calcificati, sono sempre più rari.

Anche nei casi limite in cui non si riesce a devitalizzare correttamente un dente si può sempre ricorrere alla chiusura del dente mediante un endodonzia chirurgica (Apicectomia).

Un dente non può essere salvato dall’estrazione quando  ha una grave frattura, non ha un supporto osseo adeguato o non può essere ricostruito.

Bibliografia Guidelines for Root Canal Therapy. Society Of Cariology And Endodontology CS. Chin J Dent Res. 2015;18(4):213-6. doi: 10.3290/j.cjdr.a35144.

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sabato 22 agosto 2020

Ricostruzione dente: metodi e tecniche

Ricostruzione dente: metodi e tecniche principali

Vediamo più da vicino quali sono le tecniche più importanti e utilizzate per la ricostruzione del dente. Nel caso in cui esso sia danneggiato o cariato, il dentista effettuerà degli interventi specifici. Ecco perché è sempre necessario sottoporsi a una visita specialistica, così da permettere al dentista di capire appieno la situazione e intervenire di conseguenza.

Ricostruzione dente in composito

La ricostruzione dentale in composito è una tecnica molto utilizzata, solitamente quando i denti sono danneggiati parzialmente. Si effettua dal dentista. Viene inserita nella parte del dente che manca un materiale morbido e malleabile, che il dentista scolpisce per ricreare la forma originaria del dente mancante. Il composito viene fotopolimerizzato e reso molto resistente, il colore sarà esattamente quello del dente naturale.

Ricostruzione del dente devitalizzato? Otturazione

L‘otturazione dentale è una ricostruzione dentale molto semplice. Solitamente si effettua per debellare l’effetto erosivo di una carie dentale. La parte erosa viene pulita, poi si inserisce un materiale, solitamente in composito estetico, che va a colmare lo spazio vuoto del dente per arrivare a una forma simile a quella che aveva in origine, poi controllato e lucidato.

Impianto dentale

L’impianto dentale è una tra le tecniche di ricostruzione più definitive che ci siano. La corona viene sostituita con una corona artificiale, solitamente in zirconio, grazie ad un perno moncone solidale con una vite in titanio inserita nell’osso della mascella o della mandibola. Solitamente si ricorre a questo intervento nel caso in cui il dente naturale non ci sia più o la radice sia fratturata. L’impianto è estremamente resistente, e per conseguenza è uno degli interventi più costosi tra quelli descritti.

Capsule dentali

La capsula dentale è un intervento che si effettua tanto per i denti parzialmente danneggiati quanto per quelli devitalizzati. La capsula è un casco creato in ceramica o porcellana o zirconio in laboratorio, e viene in seguito applicata sul dente ricostruito e monconizzato. Se il dente è devitalizzato, il procedimento è sostanzialmente il medesimo. L’unica differenza è che il dente viene ricostruito con l’ausilio di un perno in fibra che stabilizza la ricostruzione in composito, che sarà poi monconizzata e costituirà l’appoggio ideale per la corona.

Intarsio dentale
L’intarsio è un metodo di ricostruzione piuttosto simile all’otturazione. A differenza di quest’ultima l’intarsio viene creato in un laboratorio odontotecnico. Il dentista realizza un calco della bocca del paziente, che viene inviato al laboratorio all’interno del quale si procederà alla creazione di un tassello da inserire nella cavità orale. I costi dell’intarsio sono maggiori rispetto a quelli dell’otturazione, ma è anche vero che la resistenza garantita dall’intarsio è a sua volta molto, molto maggiore.

 

Quanto dura la ricostruzione dei denti?

L’otturazione e la ricostruzione in composito durano in genere alcuni anni: vanno controllati regolarmente. Il ponte dentale dura dagli otto ai dieci anni ed oltre. Nel caso delle capsule dentali la durata media va dai dieci ai quindici anni ed oltre. L’impianto dentale è l’intervento più duraturo di tutti, come già abbiamo accennato. La sua durata? Per tutta la vita del paziente, salvo gravi e rari imprevisti. Tutte queste prestazioni mediche necessitano di controlli regolari, almeno annuali.

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venerdì 21 agosto 2020

Cura della carie

La terapia Conservativa, o Conservatrice, si identifica con quella specialità odontoiatrica  che ha come fine la conservazione dei tessuti dentali; in pratica si tratta della cura della carie. 

La Conservativa si esegue sui denti vitali, ma anche su quelli devitalizzati (generalmente quale preludio alla terapia protesica fissa), e viene attuata con materiali adesivi, che si attaccano cioè allo smalto ed alla dentina.
Quando si curano i denti vitali è molto frequente imbattersi in lesioni cariose molto profonde, vicine cioè a quella struttura chiamata comunemente polpa (che è la responsabile della percezione degli stimoli termici e dolorifici dei denti): in questi casi non è raro assistere a fenomeni di ipersensibilità pulpare (sensibilità caldo/freddo, indolenzimento) dopo alcuni giorni dalla conclusione della terapia, come risposta fisiologica dell’organismo alle manovre eseguite per eradicare l’infezione cariosa. Tutto ciò è normale, e di solito non va oltre qualche giorno, ma può talvolta durare anche alcune settimane.
Se invece la sintomatologia dovesse protrarsi per periodi più lunghi (mesi), allora è bene considerare la possibilità di ricorrere alla terapia endodontica, cioè devitalizzare il dente. Dopo la scomparsa dell’anestesia locale è frequente avvertire fastidio alla gengiva circostante i denti trattati, questo perché è stata impiegata la diga di gomma con gli uncini di stabilizzazione indispensabile per una corretta cura conservativa senza contaminazioni; anche in questo caso si tratta di fastidi transitori, non più rilevabili già dal giorno dopo l’intervento.

In caso di restauri estetici sui denti anteriori è comune notare, subito dopo la fine della cura, un cambiamento marcato della tinta dei denti, che appaiono più bianchi e a macchie: ciò è dovuto alla disidratazione procurata dall’uso necessario della diga di gomma. Si tratta di fenomeni frequenti, ma transitoriche scompaiono nell’arco di 1-2 ore.

La cura della carie mediante otturazioni e intarsi permette il recupero dell’elemento dentale anche se ampiamente compromesso.

L’utilizzo di materiali sintetici, ovvero resine e ceramiche di ultima generazione, garantisce sia nelle piccole che nelle grandi ricostruzioni dentarie:

  • il completo recupero funzionale dell’elemento dentale;
  • un risultato estetico ottimale: l’aspetto del dente trattato con l’ausilio di questi materiali risulta del tutto sovrapponibile all’aspetto del dente sano, rendendone superfluo l’incapsulamento.

Tutte le terapie conservative vengono eseguite con l’ausilio della diga di gomma, tecnica che consente di isolare il dente trattato dal resto del cavo orale. In questo modo si garantisce la sterilità dell’elemento dentario al fine di evitare il possibile rischio di contaminazione batterica, assicurando la durata negli anni della terapia effettuata.

 

Laddove necessario, la tecnologia laser viene abitualmente utilizzata, in sostituzione del tradizionale trapano odontoiatrico a turbina, per la cura della carie sia negli adulti che nei bambini.

Grazie al nostro costante aggiornamento, il materiale che proponiamo è sempre il più “sicuro” ed attuale sia dal punto di vista funzionale che estetico. Infatti le nostre otturazioni vengono effettuata con:

compositi estetici, materiali più moderni, costituiti da una matrice organica (resina) che conferisce la plasticità e l’adattabilità all`interno della cavità cariosa, e da una parte inorganica (ceramica o vetro) che conferisce la robustezza, la resistenza alle abrasioni e la lucentezza. Vengono usati sia nei settori anteriori (incisivi e canini) che posteriori premolari e molari.

Vi è inoltre la possibilità di restaurare l’elemento dentale cariato utilizzando gli intarsi, cioè delle piccole otturazioni in composito o in ceramica, confezionate nel laboratorio odontotecnico, che riproducono la parte di dente persa per la carie e che vengono poi cementate in bocca. É una metodica che comporta la preparazione della cavità risanata, la presa dell’impronta e la cementazione finale. É il modo migliore di curare una carie estesa, il più sicuro, il più valido esteticamente e il più stabile e duraturo nel tempo.

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giovedì 20 agosto 2020

Come funziona l’otturazione dentale?

L’otturazione dentale (o riempimento) è una comune procedura odontoiatrica indicata per restaurare i denti danneggiati da processi cariogeni, ripristinandone struttura, morfologia ed integrità.

L’otturazione dentale è sempre anticipata dalla rimozione del danno (es. carie) e dall’accurata disinfezione della zona. Solo successivamente, il dentista procede otturando (ovvero tappando) le fessure od i canalicoli che i batteri, perforando smalto e dentina, hanno procurato al dente.

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Studio Dentistico Dott.ssa Anna Franco
Odontoiatria e Protesista Dentale Specialista in chirurgia orale Phone: +393456042178
Viale S. Francesco 7, Sassari, Sardegna web: https://studiodentisticofranco.altervista.org/

Otturazione: quando e come si fa

Gli obiettivi principali per i quali viene eseguita un’otturazione sono:

  • Curare la carie
  • Sigillare gli spazi dentali in cui potrebbero penetrarvi batteri
  • Prevenire un ulteriore, possibile, processo cariogeno
  • Alleviare il mal di denti
  • Otturare il canale radicolare in presenza di un dente gravemente scheggiato o rotto

Il riempimento del canale radicolare è una particolare otturazione che viene eseguita, durante la devitalizzazione di un dente, per riempire lo spazio in cui la polpa dentale (che è stata rimossa) risiede abitualmente.

È dovere del dentista stabilire se un dente richiede un’otturazione od un trattamento più invasivo. Una carie di piccole dimensioni viene facilmente trattata mediante semplice otturazione, la cui durata (dell’intervento) varia dai 20 ai 60 minuti. I processi cariogeni più gravi richiedono invece più tempo per essere accuratamente otturati. Diversamente, le carie che si sono spinte più in profondità e che hanno invaso la polpa dentale necessitano di procedure più invasive (es. devitalizzazione od estrazione del dente) per rimediare al danno subìto.

L’importanza dell’odontoiatria conservativa

L’otturazione dentale rientra nella lista delle pratiche cosiddette conservative. L’odontoiatria conservativa è una branca dell’odontoiatria specializzata nel restauro del dente cariato – o danneggiato da altri fattori – previa eliminazione del processo cariogeno sottostante. Si parla di procedure conservative perché il dente, mantenuto nella sua sede propria, viene per quanto possibile riparato, restituendogli integrità strutturale e scongiurando l’estrazione.

 

Come capire se ti serve un’otturazione

Il mal di denti che persiste oltre 2-3 giorni è un segnale d’allerta che dovrebbe spingere il malcapitato a sottoporsi ad una visita dentistica. Non dimentichiamo, infatti, che il mal di denti è uno dei sintomi principali con cui si manifesta un processo cariogeno.

Quando viene trascurata una presunta carie, i batteri continuano il loro inesorabile attacco al dente: dopo aver perforato lo smalto e raggiunto la dentina, intaccano la polpa del dente fino a scatenare pulpite, ascesso dentale, e distruzione di dente e radice. In queste circostanze, una semplice otturazione non è più sufficiente per porre rimedio al danno creatosi.

 

Intervento di otturazione: durata, dolore, passaggi

Dopo un’attenta visita di controllo dentistico in cui viene diagnosticato un processo cariogeno in corso, si procede con l’intervento di restauro (otturazione) solo dopo aver eliminato il danno sottostante. Se necessario, prima dell’otturazione, il medico esegue una radiografia del dente per accertare l’entità della lesione.

L’intervento viene praticato normalmente in anestesia locale e non è particolarmente doloroso.

Di seguito, viene descritto per punti come viene eseguito un comune intervento di otturazione:

  • Anestesia locale del dente cariato: il dente viene “addormentato”, di conseguenza il paziente non dovrebbe percepire alcun dolore durante la procedura;
  • Breve attesa (pochi minuti) per dar modo all’anestetico di esercitare il proprio effetto terapeutico;
  • Eliminazione della carie dentale (il dente viene tagliato con speciali frese);
  • Riempimento del solco creato nel dente con appositi materiali (es. amalgame, resine ecc.): in questo modo, il dente viene otturato e, già dopo poche ore, è possibile riprendere la normale masticazione.

Otturazione dentale: qualche indicazione in più

Prima di sottoporsi all’intervento di otturazione dentale, è dovere del paziente riferire al personale sanitario eventuali episodi allergici ai farmaci anestetici od altre allergie (es. allergia al lattice, allergia al nichel ecc.).

Inoltre, si raccomanda vivamente di informare il medico se si stanno assumendo farmaci per curare una data malattia, compresi quelli OTC (senza obbligo di ricetta).

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mercoledì 19 agosto 2020

La detartrasi o ablazione del tartaro / pulizia del tartaro

In cosa consiste la detartrasi

La detartrasi è quell’insieme di pratiche, che permette una corretta e costante rimozione della placca batterica dalla superficie dentale, allo scopo di evitare l’infiammazione gengivale, causata dai batteri presenti nella placca, che si deposita e accumula sui denti e nel cavo orale.

La quotidiana pulizia domestica dei denti non basta infatti a eliminare in profondità la placca e i batteri che si formano sulla superficie dentale, soprattutto sui lati interni e più nascosti dei denti, e al limitare delle gengive. Per questo è necessario sottoporsi alle sedute di igiene dentale professionale, che consistono in un’accurata e approfondita eliminazione di ogni residuo di placca e tartaro dalla superficie dei vostri denti.

Detartrasi manuale e a ultrasuoni

La detartrasi consiste nella rimozione di placca e tartaro da denti e gengive. Mentre nella pulizia dei denti domestica quotidiana, le manovre di pulizia si svolgono con l’utilizzo di spazzolino manuale o elettrico, effettuando uno spazzolamento con movimenti decisi dalla gengiva verso il dente, e uno spazzolamento circolare sulla superficie masticante di tutti i denti, la rimozione del tartaro o detartrasi può essere invece effettuata solo in clinica dall’igienista dentale, ovvero il professionista della pulizia dei denti.

Durante la seduta di igiene professionale si effettua la rimozione del tartaro sotto- e sopra-gengivale con metodo manuale o a ultrasuoni, e successivamente si completa la pulizia dei denti con la lucidatura delle superfici dentali. La detartrasi sottogengivale è fondamentale per la rimozione dei residui più sedimentati di placca e tartaro e per la conseguente prevenzione delle pericolose malattie parodontali.

L'ablazione del tartaro per evitare la retrazione gengivale

Una costante e curata ablazione del tartaro è un’attività fondamentale per evitare l’insorgere di malattie parodontali e, oltre all’igiene, comprende la possibilità di effettuare test batteriologici e del DNA, con semplici e indolori esami di laboratorio su campione, effettuati direttamente nelle nostre cliniche, per accertare precisamente lo stato della salute gengivale e l’eventuale predisposizione genetica all’insorgere di patologie del parodonto di ogni singolo paziente.

Una mancata o scorretta igiene dentale causa la retrazione gengivale e l’insorgenza delle malattie parodontali, spesso sottovalutate e invece particolarmente pericolose per la salute delle gengive, fino a comportare, nei peggiori casi di piorrea, una tale retrazione del tessuto gengivale, da causare la vera e propria perdita degli elementi dentali.L’assenza di un’adeguata igiene dentale rischia di indebolire gravemente la salute delle gengive, infiammando e gonfiando il tessuto gengivale, fino a comprometterlo in modo irreversibile.

Ogni quanto effettuare la detartrasi

L’igiene dentale è una pratica della quale abbiamo bisogno tutti, a tutte le età, quotidianamente e più volte al giorno, dopo ogni pasto, a livello domestico.

La seduta di igiene orale professionale è una profilassi invece cui sottoporsi con regolarità costante, ma a intervalli di tempo variabile, a seconda delle specifiche condizioni di salute del paziente, date-dalla qualità e dall’efficienza della pulizia dei denti domestica, dalla predisposizione genetica e dalla personale conformazione dei denti.

La prevenzione è uno strumento molto utile per chi voglia prevenire patologie parodontali, conservare con la massima cura la salute del cavo orale, monitorandone lo stato batterico, e per chi ha o presume di avere in famiglia casi di predisposizione alle malattie gengivali.

L’igiene dentale per i bambini

L’igiene dentale rivolta ai bambini consiste principalmente nelle attività di prevenzione odontoiatrica, ovvero nell’educazione e nella sensibilizzazione all’igiene e alla pulizia dei denti.

I denti decidui dei più piccoli vanno curati e conservati correttamente il più a lungo possibile, insegnando ai bambini come lavarsi bene i denti e quanto sia importante farlo con costanza e attenzione, per crescere consapevoli del valore della salute del proprio sorriso.

I consigli per il mantenimento dell’igiene dentale

Dopo aver effettuato un trattamento di ablazione del tartaro i consigli più importanti che potete seguire sono:

  • Svolgere-regolarmente la personale igiene dentale domestica quotidiana dopo ogni pasto
  • Evitare, almeno nelle prime ore successive al trattamento, di consumare bevande o cibi che macchiano i denti
  • Pulire sempre i denti dopo il consumo di cibi e bevande come liquirizia, caffè, vino e tè
  • Utilizzare un collutorio specifico, facendovi consigliare dal vostro igienista, per mantenere disinfettate le gengive

La detartrasi fa male?

Mai più paura del dentista e delle cure dentali. Nelle nostre cliniche puoi scegliere di effettuare qualsiasi trattamento con l’ausilio della sedazione analgesica cosciente, un metodo semplice, non invasivo e privo di effetti collaterali, che ti permette di affrontare qualsiasi seduta in totale tranquillità.

La sedazione cosciente consiste nella somministrazione di un farmaco analgesico tramite nebulizzazione intra-nasale e può essere utilizzata per sottoporsi a qualunque trattamento odontoiatrico, dall’igiene, alle terapie canalari, dalla cura della carie agli interventi chirurgici.

È una tecnica diffusa e scientificamente riconosciuta, che riduce nel paziente la percezione del dolore e il livello ansioso, senza alcun effetto collaterale, lasciandolo cosciente e lucido. La sedazione analgesica cosciente è adatta a tutte le età e possono trarne beneficio anche i bambini.

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martedì 18 agosto 2020

Estrazione dei denti

Perché ricorrere all’estrazione dei denti?

Molto spesso capita di avere dei forti mal di denti; le cause possono essere molteplici e per ognuna esiste una diversa soluzione. A volte purtroppo, capita che il dente non è più recuperabile e va quindi tolto, ricorrendo alla sua estrazione.

I casi in cui si rende necessaria l’estrazione possono essere: un’infezione, come ad esempio un ascesso; un granuloma apicale sul quale non si può effettuare un intervento chirurgico; radici destinate a marcire non utilizzabili neanche come supporto protesico; denti che hanno perso il contatto con l’osso e che si muovono talmente tanto da non poter essere più salvati.

In ogni caso, spetta sempre al dentista la decisione se procedere con l’estrazione oppure no. Per noi di Freesmile l’estrazione è sempre l’ultima soluzione. Tentiamo in ogni modo di salvare i denti naturali. Se necessario, però, vi ricorriamo, come ad esempio nei casi particolarmente complessi riguardanti i denti del giudizio.

 

Rimedi 

Una volta effettuata l’estrazione, è necessario provvedere alla sostituzione dei denti mancanti nel minor tempo possibile. Infatti i denti, a lungo andare, tendono a spostarsi per colmare lo spazio che si è creato, provocando problemi alla masticazione e, con il tempo, anche all’articolazione temporo-mandibolare.

Ci sono diverse tecniche per la sostituzione dei denti mancanti, tra cui l’implantologia dentale, che consiste nell’inserire una radice artificiale nell’osso mandibolare o mascellare. La radice funge da supporto per protesi o singoli denti o ponti dentali. Noi di Freesmile utlizziamo impianti di alta qualità, stabili e duraturi con un ottimo rapporto qualità-prezzo.

 

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lunedì 17 agosto 2020

Ascesso Dentale: Cause e Sintomi

Definizione

Cos'è l'Ascesso Dentale?

L'ascesso dentale consiste in un accumulo di pus racchiuso nei tessuti che circondano la radice di un dente (gengiva, osso mandibolare o polpa dentale). Solitamente, l'ascesso dentale è causato da infezioni batteriche che si propagano nei tessuti dentali a causa di diversi fattori; ad esempio, possono rappresentare la conseguenza di carie complicate, denti scheggiati /rotti o parodontopatie (malattie gengivali).

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Classificazione

Tipi di ascessi Dentali e loro Classificazione

In base alla sede precisa in cui origina, l'ascesso dentale si distingue in:

  • Ascesso parodontale: è provocato da un'infezione del parodonto, l'apparato di sostegno del dente costituito da gengiva, osso alveolare di sostegno, cemento radicolare e legamenti (fibre elastiche di collegamento). Tipico dei pazienti affetti da parodontite(o piorrea che dir si voglia) e sensibili a patologie gengivali, l'ascesso dentale parodontale può essere causato anche da un'infezione purulenta all'interno di una tasca parodontale.
  • Ascesso periapicale(o pulpite complicata): l'infezione origina nella polpa del dente come conseguenza di carie gravemente complicata. Ricordiamo brevemente che la polpa è la parte vitale del dente, ricca di arteriole, vene, nervi ed osteoblasti (cellule adibite alla produzione di dentina). Danneggiando e sbriciolando lo smalto del dente, la carie intacca la dentina fino a raggiungere la polpa dentale. In questa sede, nel caso di mancata cura, i batteri coinvolti nel processo cariogeno si diffondono in profondità causando un'estesa infezione purulenta (ricca di pus), che prende il nome di ascesso dentale periapicale. Lo stesso ascesso periapicale può conseguire anche a traumi gravi ai denti (ad esempio, cadute o incidenti), tali da indurre la polpa dentale alla necrosi (morte del dente).
  • Ascesso gengivale: probabilmente, la forma meno complicata dell'ascesso dentale che si sviluppa direttamente nella gengiva a causa di processi infettivi. L'ascesso gengivale può esser conseguenza di un ascesso dentale periapicale.

Cause e Fattori di Rischio

Perché si manifesta L'ascesso Dentale e quali sono i Fattori di Rischio?

La causa che dà origine all'ascesso dentale, come anticipato, è rappresentata da un'infezione. I motivi per cui tale infezione può insorgere determinando il problema possono essere molteplici. Aldilà della scarsa igiene orale e delle carie non curate che possono rappresentare due dei possibili fattori favorenti l'infezione batterica solitamente causa di ascesso, esistono altre condizioni e fattori che possono predisporre alla comparsa di questo problema consistono in:

  • Interventi dentali multipli non perfettamente riusciti, come devitalizzazione, impianto, otturazione;
  • Presenza di alcuni tipi di patologie, come ad esempio:
    • Diabete;
    • Cellulite batterica;
    • Malattie da reflusso gastroesofageo;
    • Malattie che indeboliscono il sistema immunitario(ad esempio, AIDS).
  • Secchezza delle fauci;
  • Vizio del fumo;
  • Alcolismo;
  • Chemioterapia e radioterapiadella testa e del collo;
  • Terapia a lungo termine con farmaci corticosteroidi, antistaminicied antipertensivi.

Sintomi

Come si manifesta l'Ascesso Dentale?

Il sintomo principale dell'ascesso dentale è il dolore - sovente descritto come "mal di denti" - sempre acuto, lancinante ed inarrestabile, tale da rendere difficoltosa la masticazione. Il dolore tende ad accentuarsi anche serrando la bocca, oppure masticando un alimento troppo freddo o eccessivamente caldo. Talvolta, il mal di denti prodotto dall'ascesso dentale aumenta semplicemente sfiorando il dente con la punta della lingua.

Oltre al dolore pulsante ed acuto, altri sintomi completano il quadro clinico innescato dall'ascesso dentale:

  • Gengive gonfie, arrossate, talvolta sanguinolente;
  • Gonfiore del viso: la pelleche sovrasta l'ascesso risulta particolarmente dolente, arrossata e gonfia e l'intensità del dolore aumenta alla palpazione;
  • Ipersensibilità dentinale: il mal di denti è accentuato da stimoli termici (alimenti o bevande fredde/calde) e meccanici (masticazione);
  • Alitosi;
  • Tendenza alla caduta del dente;
  • Gonfiore dei linfonodidel collo;
  • Febbre;
  • Malessere generale;
  • Spasmo muscolare della mandibola (nei casi più gravi).

Quanto dura un Ascesso Dentale e per quanto tempo permangono i sintomi?

La durata di un ascesso dentale e dei sintomi correlati dipende sostanzialmente dalla velocità di intervento e dal tipo di terapia che viene messo in atto. Appare chiaro, quindi, come sia indispensabile recarsi immediatamente dal medico odontoiatra non appena compaiono i primi sintomi sospetti. Se l'infezione progredisce, infatti, i tempi di guarigione potrebbero protrarsi, senza contare che si può andare incontro allo sviluppo di complicanza più o meno gravi.

Complicanze

Quali sono le complicazioni dell'Ascesso Dentale?

L'ascesso dentale richiede sempre una cura tempestiva, da intraprendere prima che i sintomi peggiorino. In caso contrario, l'infezione procede e crea un danno non indifferente.
Analizziamo i singoli casi.

  • L'ascesso dentale si rompe spontaneamente e il pus si riversa nella cavità orale: sebbene, in simili circostanze, il mal di denti tenda ad attenuarsi lievemente, la cura antibiotica si rivela comunque imprescindibile dato che l'infezione deve essere completamente debellata.

NOTA BENE

In nessun caso e per nessun motivo si deve tentare con metodi "fai da te" di rompere l'ascesso. Una simile pratica è  pericolosa sia per il rischio di creare lesioni, sia per il rischio di diffusione/peggioramento dell'infezione già esistente. Bisogna SEMPRE rivolgersi all'odontoiatra.

  • L'ascesso periapicale non si rompe spontaneamente e non viene curato: la raccolta di pus tende progressivamente ad ingrandirsi e la cavità contenente l'ascesso si dilata enormemente fino a formare una fistola od una ciste. In simili frangenti, l'infezione può diffondere ulteriormente, fino ad invadere alcune aree del collo e della testa.
  • L'ascesso dentale colpisce diabetici, soggetti immunocompromessi, malati di cancro sottoposti a cure chemioterapiche, ecc.: in caso di mancata cura, il rischio di complicanze come osteomielite, trombosi del seno cavernoso, infezione del pavimento della bocca e setticemia(sepsi) è molto elevato. Nei casi più gravi, un ascesso dentale non trattato può causare il decesso; tuttavia, ad oggi, nel nostro Paese, si tratta di un'evenienza piuttosto rara.

Ascesso Dentale in Sintesi

Ascesso Dentale: Riassunto e Punti Chiave

L'ascesso dentale è un accumulo di batteri, globuli bianchi, plasma e detriti cellulari (pus) confinato nei tessuti che circondano un dente (gengiva, osso mandibolare o polpa del dente).

Classificazione principale

  • Ascesso dentale parodontale: causato da un'infezione a carico dell'apparato di sostegno del dente(gengiva, osso alveolare e legamenti).
  • Ascesso dentale periapicale: dovuto ad un'infezione della polpa dentale.

Cause

L'ascesso dentale si forma a causa di un'infezione batterica di denti o gengive. Tra i fattori di rischio, ricordiamo: interventi malriusciti sui denti, cattiva igiene orale, diabete, malattie da reflusso gastroesofageo, AIDS, secchezza della fauci, fumo, alcolismo, terapia a lungo termine con corticosteroidi.

Sintomi

Otre al sintomo principale dell'ascesso dentale - l' intenso ed implacabile mal di denti - il paziente accusa spesso gengive gonfie, gonfiore del viso dal lato in cui è presente l'ascesso, alitosi, ipersensibilità dentinale, febbre ed ingrossamento dei linfonodi del collo.

Diagnosi

La diagnosi di ascesso dentale è piuttosto semplice: si avvale dell'esame anamnestico (raccolta dei sintomi riportati dal paziente) e di quello fisico (il medico tocca il dente per testare l'entità del dolore), supportati dall'aspirazione ed analisi di un campione di pus e dalla radiografia del dente per valutare il danno.

 

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domenica 16 agosto 2020

Bruxismo: Cos'è, Cause e Rimedi

Cos'è il Bruxismo?

La radice del termine "bruxismo" deriva dalla parola greca βρύχω, che significa letteralmente "digrignamento dei denti".

Il bruxismo è un fenomeno più marcato durante il sonno ed è causato dalla contrazione involontaria dei muscoli implicati nella masticazione; è considerato un'attività anomala non finalizzata ad uno scopo, altrimenti detta parafunzione.

Il bruxismo consiste in uno sfregamento associato ad un serramento, involontario e violento, dei denti delle due arcate, inferiore e superiore. Questo fenomeno, talvolta, può essere rumoroso e fastidioso, non tanto per chi lo esegue - che spesso lo fa senza rendersene conto - ma per chi gli sta vicino.

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Cause

Perché si digrignano i denti?

Ricercare la causa del bruxismo non sempre è facile; difatti, nello sviluppo di questa parafunzione può esservi il coinvolgimento di più fattori che concorrono l'uno con l'altro. Fra questi ritroviamo:

  • Stress e nervosismi;
  • Ansia;
  • Disturbi emotivi;
  • Disturbi psicologici;
  • Disturbi del sonno;
  • Malocclusione causata da un disallineamento delle arcate dentarie o da malformazioni della mandibola;
  • Presenza di malattie neurodegenerative nell'ambito delle quali il bruxismo può rappresentare una risposta muscolare alla stessa malattia.

Anche l'abuso di alcolici, di sostanze stupefacenti o il fumo potrebbero essere fattori implicati nell'insorgenza del bruxismo. Inoltre, si ritiene che lo sviluppo di questo problema possa essere favorito anche da una certa predisposizione famigliare.

Quando i bambini digrignano i denti, la causa scatenante potrebbe essere ricercata nella presenza d'infiammazioni dell'orecchio (otiti) o disturbi dei denti (dolori ai denti); in simili frangenti, il bruxismo potrebbe rappresentare un tentativo, inconscio e probabilmente vano, di ridurre gli stimoli dolorosi percepiti dal bambino. Naturalmente, la causa responsabile del bruxismo nei bambini potrebbe essere anche di altra natura e molto spesso, come avviene per gli adulti, può essere determinata solo con l'aiuto di un medico.

Manifestazioni e Caratteristiche

Come si manifesta il Bruxismo?

Come accennato, il bruxismo si caratterizza per il digrignamento dei denti, ma questa non è la sua unica manifestazione. Difatti, il bruxismo può manifestarsi anche in forma di serramento dentale statico; in altre parole, si mantiene la posizione "a denti stretti" in maniera statica, senza effettuare un vero e proprio digrignamento.

Secondo alcuni specialisti, inoltre, anche il semplice contatto dentale - senza serramento o digrignamento - potrebbe rappresentare una forma iniziale di bruxismo. In condizioni normali di riposo, infatti, le due arcate dentarie non dovrebbero entrare in contatto e i muscoli masticatori dovrebbero essere rilassati. Anche un minimo contatto fra i denti fa sì che via sia una contrazione di tale gruppo di muscoli ed espone l'individuo ad un potenziale rischio di sviluppare il bruxismo "vero e proprio" in presenza di condizioni predisponenti (ad esempio, stress, ansia, ecc.).

Quando si manifesta il Bruxismo?

È opinione comune che il bruxismo si manifesti solo durante il sonno, ma ciò non è del tutto vero. Il bruxismo, infatti, può verificarsi anche nelle ore diurne e, nonostante l'individuo sia perfettamente sveglio, spesso non si rende conto di compiere quest'atto. La causa del bruxismo durante il giorno è frequentemente (ma non esclusivamente) riconducibile a condizioni di nervosismo e stress.

Bruxismo nel Sonno

Il bruxismo, solitamente, dura pochi secondi, ma può ripetersi più volte durante il sonno. Sulla base delle osservazioni effettuate, sembra che il digrignamento dei denti compaia, di norma, nella seconda fase del sonno. Alcuni ricercatori hanno registrato il bruxismo anche nella fase REM, ma questo sembra essere un evento piuttosto raro.

Sintomi e Conseguenze

Quali sono i sintomi e le conseguenze del Bruxismo?

Come abbiamo detto, le persone che sperimentano il bruxismo spesso e volentieri non si rendono conto di esercitare questa parafunzione. Nonostante ciò, essi possono presentare sintomi - benché talvolta aspecifici - o andare incontro a conseguenze più o meno gravi imputabili proprio all'atto del digrignare - o anche del solo serrare, a seconda dei casi - i propri denti.

Entrando più nel dettaglio, coloro che "bruxano" possono manifestare secchezza delle faucidolore a livello mandibolare, affaticamento e indolenzimento dei muscoli masticatori e addirittura mal di testa. Questi ultimi sintomi rappresentano anche la conseguenza del bruxismo e rientrano nel gruppo dei cosiddetti problemi muscolari che questa parafunzione può causare.

Naturalmente, l'operazione di digrignamento può causare danni ai denti il cui smalto può limarsi e assottigliarsi a causa delle continue sollecitazioni cui si trova sottoposto. Nei casi più gravi, si può arrivare addirittura ad esporre la dentina e a danneggiare il dente in profondità, alterandone al tempo stesso la sensibilità. Il bruxismo, se non trattato prontamente, infatti, può portare alla scheggiaturaincrinatura e perfino frattura dei denti. Da tenere in considerazione, inoltre, la possibile vanificazione di eventuali lavori odontoiatrici: il digrignare o serrare i denti può comportare la rottura di otturazioni, faccette, corone, ponti in ceramica, ecc.

Il bruxismo non provoca sollecitazioni e problemi solo a livello muscolare e dentario, ma anche a livello articolare. Il continuo digrignare o serrare i denti, difatti, può sollecitare eccessivamente le articolazioni temporo-mandibolari portando, a sua volta, alla comparsa di dolori, rumori e schiocchi. A questo proposito, è interessante notare che, talvolta, l'individuo può confondere il dolore articolare provocato dal bruxismo con il male all'orecchio.

Infine, ricordiamo che il bruxismo notturno può anche influenzare negativamente la qualità del sonno, portando allo sviluppo di tutte le conseguenze tipiche di un riposo notturno inadeguato e/o insufficiente.

Va precisato, tuttavia, che per arrivare ai danni più seri indotti dal bruxismo sopra descritti occorrono anni; per tale ragione, la diagnosi tempestiva è fondamentale

Diagnosi

Come si diagnostica il Bruxismo?

Chi ne soffre difficilmente può rendersi conto da solo della presenza del bruxismo. Poiché, il digrignamento dei denti può essere rumoroso, sono più frequentemente gli individui che stanno accanto a chi soffre di bruxismo ad accorgersi della presenza di questa parafunzione (ad esempio, ci si può accorgere che il proprio partner digrigna i denti nel sonno). Tuttavia, questo non sempre avviene.

Se il digrignamento dei denti non avviene in maniera rumorosa e/o se le persone conviventi o a stretto contatto con chi presenta bruxismo non si accorgono del problema, il più delle volte, la diagnosi avviene in seguito ad una visita odontoiatrica, magari eseguita anche per motivazioni del tutto diverse. L'occhio allenato del medico specialista, infatti, è in grado di individuare l'abrasione dei denti causata dal bruxismo, informandone di conseguenza il paziente.

Naturalmente, dopo aver diagnosticato il bruxismo, è opportuno determinarne le possibili cause. In seguito alla valutazione delle alterazioni dentarie, quindi, il medico odontoiatra potrà ricorrere ad esami diagnostici volti all'individuazione di fattori scatenanti: ad esempio, può prescrivere al paziente l'esecuzione di una radiografia ortopanoramica per evidenziare la presenza di eventuali malocclusioni o malformazioni.

Da non sottovalutare poi l'eventuale componente ansiosa, lo stress, i disturbi emotivi o psicologici che possono portare all'insorgenza di questa parafunzione. Ecco, quindi, che in alcuni di questi casi potrebbe essere necessario l'intervento di altri medici specialisti.

Trattamento

Come si cura il Bruxismo?

In realtà, dal momento che non si tratta di una malattia - bensì, come ribadito più volte, di una parafunzione - non sarebbe propriamente corretto parlare di cura del bruxismo,; sarebbe invece più opportuno parlare di rimedi o trattamenti per risolvere il bruxismo.

Purtroppo, ad oggi, non esiste un trattamento risolutivo che possa eliminare definitivamente dalla vita di un individuo la tendenza al digrignamento dei denti, ma si possono adottare delle strategie per prevenirne le conseguenze, in particolare a livello di denti, muscoli masticatori e articolazioni temporo-mandibolari.

Più nel dettaglio, per preservare i denti dall'usura ed evitare di sovraccaricare muscoli e articolazioni si è soliti ricorrere all'uso di bite, una sorta di paradenti che si deve utilizzare durante il sonno per impedire il contatto fra i denti e il conseguente digrignamento.

Se la parafunzione è connessa a malocclusioni o malformazioni, l'odontoiatra indicherà al paziente quale strategia terapeutica è più corretto mettere in atto. L'intervento dell'odontoiatra, per altro, è necessario anche per trattare gli eventuali danni ai denti provocati dallo stesso bruxismo.

In caso di stress o sintomi ansiosi, invece, può essere utile ricorrere a tecniche di rilassamento; naturalmente, se si ha a che fare con ansia e disturbi emotivi/psicologici di natura patologica, potrebbe essere necessario rivolgersi a figure specializzate come psicologi o psicoterapeuti.

Il trattamento del bruxismo, pertanto, non è semplicissimo, poiché deve tenere in considerazione tutti i fattori che possono averne contribuito all'origine, richiedendo talvolta, quello che può essere definito come un approccio multidisciplinare.

 

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Studio Dentistico Dott.ssa Anna Franco
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