mercoledì 26 agosto 2020

calchi delle arcate dentarie

L’impronta dentale non è altro che un calco, una riproduzione fedele di una o entrambe le arcate dentali. Il modello ricavato può essere in gesso o digitale e verrà utilizzato per elaborare apparecchi ortodontici e protesi dentali.

PRIMA DI PROCEDERE:

Prima di tutto bisogna accertarsi che i tessuti gengivali siano perfettamente sani, altrimenti l’affidabilità dell’impronta sarà compromessa. È pertanto necessario eseguire alcuni esami ed indagini radiologiche prima di procedere con il calco dell’arcata.

Una volta accertato il buono stato di salute delle gengive l’odontoiatra potrà quindi procedere con la presa delle impronte.

COME SI ESEGUONO LE IMPRONTE DENTALI?

Il metodo classico (e tutt’ora il più affidabile) prevede l’utilizzo di un supporto a forma di arcata riempito di una speciale pasta morbida.

Le paste più comuni sono: l’alginato (la classica pasta rosa), pratico perché si indurisce velocemente; oppure materiali al silicone, più precisi ma più lenti e costosi.

Una volta posizionato nella bocca del paziente il composto prenderà la forma dei denti e delle gengive.

 

Il dentista prende il calco dell’arcata superiore

Dopo qualche minuto la pasta si indurirà; a questo punto si avrà l’esatto negativo dell’arcata dentale.

 

Il negativo di un impronta dentale

Per ottenere il modello positivo l’odontotecnico colerà nell’impronta del gesso o una speciale resina, dopodiché attenderà che si indurisca.

Al termine di questo processo il medico avrà finalmente a disposizione una riproduzione fedele dell’arcata su cui studiare la migliore soluzione per il paziente.

 

Il positivo di un impronta dentale

TECNICA DELLA DOPPIA IMPRONTA

Per i lavori protesici con elevata esigenza estetica il medico può optare per la doppia impronta.

Sopra la prima impronta, ormai indurita e separata da una pellicola, prenderà una seconda impronta, ottenuta da una pasta morbida. Questa soluzione garantisce la massima precisione possibile.

 

Tecnica della doppia impronta

CARATTERISTICHE DI UNA BUONA IMPRONTA

Come abbiamo detto, saper prendere una buona impronta è fondamentale per la buona uscita della protesi, la quale, se fatta in modo impreciso, col passare del tempo può danneggiare le gengive e causare complicazioni o malattie parodontali.

Rilevare un’impronta senza difetti è molto difficile; per questo motivo l’esperienza dell’operatore è fondamentale. Non solo, anche la qualità dei materiali utilizzati è determinante, pertanto bisogna sempre scegliere cliniche basandosi sulla loro reputazione e professionalità.

Spesso prezzi bassi e promozioni esagerate possono nascondere brutte sorprese in operazioni delicate e meno evidenti al paziente come queste.

Un’impronta corretta non deve avere bolle, striature o strappi e deve adattarsi perfettamente alla morfologia degli impianti delle protesi.

POSSIBILI DISAGI

Può capitare per alcuni pazienti (specialmente ai più ansiosi) di avvertire una sensazione di soffocamento causata dall’ingombro del supporto per l’impronta. Alcune persone sentono lo stimolo del vomito, specialmente quando essa viene presa sull’arcata superiore con un’eccessiva quantità di pasta. Anche il sapore della pasta può risultare poco gradevole.

Tuttavia non c’è da preoccuparsi; i dentisti sono ben preparati a gestire questi piccoli disagi!

CONTATTAMI:

Studio Dentistico Dott.ssa Anna Franco
Odontoiatria e Protesista Dentale Specialista in chirurgia orale Phone: +393456042178
Viale S. Francesco 7, Sassari, Sardegna web: https://studiodentisticofranco.altervista.org/

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