Nella maggior parte dei casi, l'eruzione dei denti del giudizio determina uno stato infiammatorio piuttosto acuto, i cui sintomi sono abbastanza comuni e frequenti:
gonfiore della mascella
forte emicrania
dolore persistente
sanguinamento gengivale
alitosi
otalgia (dolore che si propaga verso l'orecchio)
disagio nella deglutizione
difficoltà di masticazione
In questi casi, il trattamento con farmaci antinfiammatori o antibiotici, assunti per breve tempo, può risultare utile per ridurre i fenomeni dolorosi, nell'attesa di intervenire in modo più efficace.
All'insorgere di questi sintomi, l'unica possibilità di risoluzione definitiva è quella di interpellare tempestivamente il proprio Dentista di fiducia che sarà in grado di valutare e di illustrarci le possibili soluzioni.
In quali casi bisogna estrarre i denti del giudizio?
Al contrario, ci sono circostanze in cui, intervenire con l'estrazione dentale, risulta indispensabile o consigliabile a seconda che l'ottavo si trovi in una delle seguenti condizioni:
- Inclusione dentale
- Asse di crescita inclinato orizzontale
- Presenza di carie
- Necessità dell'apparecchio ortodontico.
L'estrazione diventa inevitabile, tranne qualora il dente interessato, incluso totalmente e non inclinato verso il settimo, non provochi alcun dolore o disagio. Solo in questo caso, non si procederà con la sua estrazione e sarà opportuno monitorarlo periodicamente.
3) Presenza di carie - La posizione dei denti del giudizio non favorisce la rimozione della placca che si annida sulla loro superficie. Questo li rende facilmente aggredibili da carie ed infezioni. Allo scopo di salvaguardare i denti vicini, qualora si manifesti un processo carioso o infettivo, il Dentista interviene estraendoli.
Quali sono i rischi?
A ragion veduta possiamo serenamente affermare che estrarre un dente del giudizio è un'operazione ricorrente e collaudata.
Ciò nonostante, come per ogni trattamento invasivo, bisogna sempre tenere in considerazione i rischi che presenta.
L'intervento viene eseguito in anestesia locale ed il rischio più ricorrente è rappresentato dalla parestesia del nervo alveolare inferiore, dovuta all'edema post operatorio o alla compromissione del nervo alveolare mandibolare.
Si tratta della perdita di sensibilità (anche permanente) causata dal trauma subito durante l'estrazione e può riguardare oltre che i denti anche la lingua, con conseguenze a carico del linguaggio.
Oggi per fortuna, con l'avvento di nuove tecniche chirurgiche come la chirurgia orale sonica, molto avanzata e cauta nell'approccio dei tessuti duri, il rischio di parestesia si è notevolmente ridotto e la rimozione dei denti del giudizio è diventata più sicura e protetta.
Resta inteso però che nessun intervento invasivo deve essere mai sottovalutato ed è per questo motivo che si consiglia di vagliare attentamente insieme al proprio Dentista di fiducia, oltre che le fattive possibilità d'intervento, i rischi ed i benefici della procedura a seconda del problema riscontrato.
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